Nel 2004 Kellie Haddock ha dato alla luce il suo primo figlio, Eli.


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La donna e il marito erano entusiasti e Kellie sapeva che AJ sarebbe stato un ottimo padre.

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Purtroppo AJ non ha mai avuto la possibilità di dimostrarlo, poiché è rimasto coinvolto in un terribile incidente con la moglie e il figlioletto, quando questo aveva solo quattordici settimane di vita. AJ è morto sul colpo, mentre Eli è rimasto gravemente ferito.
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A distanza di dieci anni, Eli è diventato un bambino sano e Kellie ha pensato di ringraziare tutte le persone che in qualche modo avevano aiutato il figlio.

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Così ha iniziato a cercare chiunque fosse stato coinvolto nel salvataggio di Eli.

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Dopo diverse ricerche, è riuscita a incontrare queste persone e a ringraziarle una ad una.

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Dopo l’incidente, Eli aveva riportato un’emorragia cerebrale, alcune fratture multiple ed era vittima di gravi crisi. I medici avevano detto a Kellie che se Eli fosse sopravvissuto avrebbe avuto una vita difficile. Pensavano che non sarebbe mai stato in grado di camminare, di parlare o anche solo di mostrare emozioni, ma ogni persona lì presente credeva in lui ed è stata fondamentale per la sua guarigione:

dalla squadra che lo ha portato in salvo,

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al primo medico che ha creduto in una soluzione per aiutarlo a migliorare,

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alle molte infermiere che gli sono state accanto costantemente. Tutte queste persone hanno avuto un impatto decisivo sulla vita di Eli e di Kellie.

Kellie è riuscita a riportare Eli a casa dopo una settimana e il bimbo è cresciuto forte e sano. Si è risposata e il suo nuovo marito Ted ha adottato Eli senza alcuna esitazione.

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Le persone che salvano vite tutti i giorni non capiscono il ruolo importante che hanno nelle vite degli altri, perché di solito non vengono riconosciuti loro i meriti del loro operato: spesso non rivedono i pazienti e non vengono ringraziati di persona. La storia di Kellie è, in tal senso, un perfetto promemoria: le persone che salvano vite quotidianamente sono eroi e meritano riconoscimenti per il duro lavoro che svolgono. Questi sono i volti delle persone a cui dobbiamo dire grazie.

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Noi al San Francisco Globe abbiamo visto questo video e siamo rimasti colpiti dall’incredibile vicenda di Kellie. Il suo animo gentile e la sua personalità sono contagiosi, e capire la sua prospettiva, così straordinariamente positiva dopo la tragica esperienza subita, è motivo di ispirazione per tutti noi. Ci ha ricordato che è davvero importante fare un passo indietro e riconoscere le cose per cui siamo grati. È un modello da seguire, ci insegna a essere riconoscenti verso chi ha avuto un impatto positivo nella nostra vita, anche se si tratta di estranei presenti solo perché svolgono il loro dovere. Date un’occhiata al video qui sotto per conoscere il racconto di Kellie.